Segnaliamo alcuni contributi di Paola Di Cori (che ringraziamo per averli condivisi) al dibattito sugli studi di genere in Italia.
- Paola Di Cori e Franca Balsamo, Il libretto bianco. Post-scriptum, febbraio 2010, in «AChAB – Rivista di Antropologia», Numero XV, settembre 2010;
- Paola Di Cori, Sotto mentite spoglie. Gender Studies in Italia, in corso di pubblicazione in On ne naît pas… on le devient. Les gender studies et le cas italien, a cura di Lisa El Ghaoui e Filippo Fonio, Grenoble, Ellug, 2013 [si prega di utilizzare questo riferimento in caso di citazione].
Paola Di Cori, Ancora sulla storia degli studi di genere. Nomi, linguaggi, contesti che cambiano
Come ho già avuto modo di scrivere, condivido le posizioni espresse dall’appello di Laura Corradi e dal documento Dal margine degli studi di genere firmato da ricercatrici di varie città. Vorrei aggiungere alcune osservazioni a quanto ha scritto Alisa Del Re a proposito del corso su Politiche di Pari Opportunità avviato a Padova nel 2003-04.
Per brevità sono costretta a riassumere problemi complessi, ma almeno su due punti mi interessa intervenire. Il primo si riferisce alla storia degli studi di genere in Italia; il secondo ai tanti nomi che li hanno definiti e chiamati nel corso degli oltre 40 anni della loro esistenza. I due aspetti sono collegati in maniere tutt’altro che casuali. E’ indispensabile a questo punto “un po’ di storia”, per riprendere Alisa Del Re; altrimenti si potrebbe pensare che i baroni cattivi, le censure e la marginalità siano diventati una dura realtà soprattutto negli ultimi anni, accelerati dal taglio dei finanziamenti alle università; una beffa estrema della emergenza economica del paese. Sarebbe come credere che la crisi politica dell’Italia è solo colpa di Berlusconi.
Com’è facile immaginare, le cose sono un po’ più complicate, sia in politica che riguardo agli studi di genere.