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	<title>Sguardi sulle Differenze</title>
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	<description>Laboratorio di studi femministi «Annarita Simeone&#187;</description>
	<pubDate>Wed, 19 May 2010 14:36:14 +0000</pubDate>
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		<title>VOCI E SGUARDI DI DONNE.</title>
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		<comments>http://www.sguardisulledifferenze.org/?p=199#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 May 2010 17:48:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Corsi, seminari, convegni]]></category>

		<category><![CDATA[Laboratorio]]></category>

		<category><![CDATA[Pubblicazioni/Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[ Sguardi sulle Differenze
&#160;
Laboratorio di studi femministi «Annarita Simeone»
presenta:
 VOCI E SGUARDI DI DONNE.
Modelli femminili nella politica e nei media.
Roma, venerdì 21 Maggio ore 9:30-13:30 e 15:00-18:00
&#160;
“La Sapienza” Università di Roma.
Piazzale Aldo Moro, 5 - Roma
presso il Teatro Casa dello studente, via de Lollis 20
&#160;
COMUNICATO STAMPA
&#160;
Il Laboratorio di studi femministi Annarita Simeone “Sguardi sulle differenze” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><font color="#800080"><em> Sguardi sulle Differenze</em></font></p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center">Laboratorio di studi femministi «Annarita Simeone»</p>
<p align="center">presenta:</p>
<h1 align="center"><font color="#800080"><em> VOCI E SGUARDI DI DONNE.</em></font></h1>
<h3 align="center"><strong>Modelli femminili nella politica e nei media.</strong></h3>
<h2 align="center"><font color="#d32bc9"><strong>Roma, venerdì 21 Maggio ore 9:30-13:30 e 15:00-18:00</strong></font></h2>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p align="center"><a href="http://www.uniroma1.it/">“La Sapienza” Università di Roma.</a></p>
<p align="center">Piazzale Aldo Moro, 5 - Roma</p>
<p align="center"><strong>presso il Teatro Casa dello studente, via de Lollis 20</strong></p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center"><strong><span style="font-size: 13pt; font-family: Garamond; color: #e1251d">COMUNICATO STAMPA</span></strong></p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="justify">Il Laboratorio di studi femministi Annarita Simeone “Sguardi sulle differenze” e la Facoltà di Scienze Umanistiche della Sapienza Università di Roma organizzano una tavola rotonda per discutere di rappresentazioni e modelli femminili contemporanei nella politica e nei media italiani. Al centro della giornata, suddivisa in due differenti panel è la questione della rappresentazione e/o della discrepanza tra i modelli del femminile proposti dall’industria culturale e dello spettacolo televisivo e le voci, gli sguardi e i corpi in carne ed ossa delle donne reali. Se tale tematica  è già stata discussa e analizzata dal movimento femminista esploso negli anni `70, i recenti fatti di cronaca italiana, a partire dalla lettera di Veronica Lario fino alle dichiarazioni di Patrizia d’Addario, hanno riportato alla luce come lo scambio tra sesso, potere e politica funzioni ancora sulla base di un tacito accordo stipulato tra i sessi entro le società emancipate, rilanciando la riflessione e invocando una nuova azione politica delle donne. Se infatti la mercificazione del corpo femminile è sempre stata una costante delle società patriarcali e dell’oppressione delle donne, come interpretare la “libera” compravendita tra sesso, potere e politica che innerva la società italiana attuale, una società che appare inconsapevole di ciò che deve alle lotte femministe? Cosa sta succedendo dunque oggi in Italia e in particolare alle donne italiane? E cosa è cambiato, se è cambiato, nella mercificazione del corpo femminile proposta dal modello televisivo e dall’industria del divertimento e della comunicazione?</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Chiamate a rispondere a tali interrogativi in una tavola rotonda, numerose donne di età differente e impegnate in diversi ambiti professionali, dal giornalismo televisivo e scientifico alla produzione cinematografica e artistica, da studentesse a docenti universitarie ed esperte nel campo delle politiche sociali e della creazione di servizi culturali dedicati alle donne, cercheranno di fare il punto della situazione e di fornire una griglia di analisi concettuale.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">In particolare, il panel mattutino intitolato “Libertà e silenzi” intende confrontarsi direttamente con la questione politica, interrogandosi sul significato della libertà femminile nella società attuale e sui silenzi che hanno accompagnato la rivelazione pubblica di tale mercificazione. Le invitate, tra cui la giornalista televisiva Maria Luisa Busi del TG1, la poetessa e performer Maria Grazia Calandrone, la giovane giurista Eleonora Palma e le diverse studiose di teoria politica e studi di genere tra cui Francesca Izzo, docente di filosofia politica all’Orientale di Napoli, Mariella Gramaglia, giornalista ex assessore del Comune di Roma, Paola Piva, sindacalista specializzata in politiche del lavoro e Sara Seghizzi, mediatrice culturale, risponderanno a domande concernenti sia l’analisi teorica e l’elaborazione femminista sia la pratica politica, cercando di mettere a fuoco le ragioni politiche che hanno portato a una tale situazione.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">”Fotografie e caricature” è invece il titolo del panel pomeridiano che, introdotto dal video “Di questa donna e delle altre” preparato appositamente per l’occasione da Sara de Simone, è dedicato all’analisi e alla discussione dei modelli femminili proposti dalla televisione e dai media, spesso figure caricaturali ed eccessive come quelle presenti nei reality o incarnati dalle veline e dalle escort. Alle relatrici è chiesto di confrontarsi con tali rappresentazioni e con l’eventuale novità prodotta dal modello televisivo nella mercificazione del corpo femminile. Esse sono chiamate a chiedersi se queste immagini del femminile rappresentino qualcosa che abita nella dimensione profonda delle donne italiane (come i loro desideri nascosti o le loro aspirazioni inconfessabili), se tali figure siano in grado di parlarci del rapporto che le donne intrattengono con il maschile e con il potere e di dirci qualcosa in più sulla loro idea di autonomia ed emancipazione. Tra le invitate hanno confermato la loro presenza Antonella Buonauro, dottoranda in Scienze cinematografiche e animatrice del blog “Diversamente Occupate”, Loredana Cornero, giornalista Rai, Simona Filippini, fotografa, Silvia Giacomini, operatrice sociale impegnata nell’associazione no profit “Ora d’aria”, Isabella Mezza, giornalista Rai e conduttrice del settimanale di informazione del Tg3 “Punto Donna” , Patrizia Rappazzo, direttrice del festival cinematografico “Sguardi Altrove”, Flavia Rossi, studentessa e Annamaria Tagliavini.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p><!--EndFragment--> <strong>Leggi/scarica <a href="http://www.sguardisulledifferenze.org/wp-content/uploads/2010/05/locandina-tavola-rotonda.jpg" title="Loncandina Tavola Rotonda">Loncandina Tavola Rotonda</a> e <a href="http://www.sguardisulledifferenze.org/wp-content/uploads/2010/05/tavola-rotonda-invito.jpg" title="Tavola Rotonda invito">Tavola Rotonda invito</a></strong></p>
<p><strong>Leggi/scarica il <a href="http://www.sguardisulledifferenze.org/?page_id=203">dossier su la tavola rotonda</a>.</strong></p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<blockquote>
<p align="justify"><strong><font color="#800080"><em>Programma:</em></font></strong></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><strong>Panel I: “Libertà e silenzi” ore 9:00 – 13:30</strong></p>
<p align="justify"><strong>Interventi di:</strong></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Maria Luisa Busi, giornalista del TG1; Francesca Izzo, docente universitaria di filosofia politica; Paola Piva, sindacalista e studiosa del lavoro; Eleonora Palma, giurista e politica; Mariella Gramaglia, giornalista e politica; Maria Grazia Calandrone, poetessa e performer; Sara Seghizzi, mediatrice culturale.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><strong>Panel II: “Fotografie e caricature” ore 15:00 – 18:00</strong></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><strong>Interventi di:</strong></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Antonella Bounauro, dottoranda in Scienze cinematografiche e animatrice del blog “Diversamente Occupate”; Loredana Cornero, giornalista Rai; Simona Filippini, fotografa; Silvia Giacomini, associazione per i diritti e le libertà “Ora d&#8217;aria”; Isabella Mezza, conduttrice del settimanale di informazione del TG3 “Punto Donna”; Patrizia Rappazzo, direttrice del festival cinematografico “Sguardi Altrove”; Flavia Rossi, studentessa; Annamaria Tagliavini, direttrice della Biblioteca Nazionale delle donne e parte del centro Orlando.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Per maggiori informazioni: <a href="http://www.sguardisullediffereze.org">www.sguardisulledifferenze.org</a></p>
<p align="justify"> email: ottavianicolini@yahoo.it</p>
</blockquote>
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		<item>
		<title>23.04.10 Spivak: la subalterna può parlare?</title>
		<link>http://www.sguardisulledifferenze.org/?p=193</link>
		<comments>http://www.sguardisulledifferenze.org/?p=193#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 11:25:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Laboratorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Sguardi sulle Differenze
Laboratorio di studi femministi «Annarita Simeone»
&#160;
presenta

SPIVAK:
LA SUBALTERNA PUÒ PARLARE?

23 aprile 2010 - ore 16,00
&#160;
Università degli studi di Roma “La Sapienza”
Piazzale Aldo Moro, 5 - Roma
Dipartimento di studi europei e interculturali
III piano, aula seminario
&#160;
&#160;
  discussione di:
&#160;
 Gayatri Chakravorty Spivak, Critica della ragione postcoloniale
Capitolo terzo: Storia (pp. 213-321) 
&#160;
intervengono:
Caterina ROMEO, Barbara DE VIVO, Angela [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">Sguardi sulle Differenze</p>
<p align="center">Laboratorio di studi femministi «Annarita Simeone»</p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p align="center">presenta</p>
<h1 align="center"><font color="#800080"><em><br />
SPIVAK:<br />
LA SUBALTERNA PUÒ PARLARE?<br />
</em></font></h1>
<h2 align="center"><font color="#d32bc9">23 aprile 2010 - ore 16,00</font></h2>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p align="center"><a href="http://www.uniroma1.it/">Università degli studi di Roma “La Sapienza”</a></p>
<p align="center">Piazzale Aldo Moro, 5 - Roma</p>
<p align="center"><a href="http://w3.uniroma1.it/studieuropei/">Dipartimento di studi europei e interculturali</a></p>
<p align="center">III piano, aula seminario</p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p align="center">  discussione di:</p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p align="center"> <strong>Gayatri Chakravorty Spivak, <em>Critica della ragione postcoloniale</em></strong></p>
<p align="center"><strong>Capitolo terzo: <em>Storia</em> (pp. 213-321) </strong></p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p align="center">intervengono:</p>
<p align="center"><strong>Caterina ROMEO, Barbara DE VIVO, Angela D’OTTAVIO</strong></p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p align="center">modera: <strong>Monica PASQUINO</strong></p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p align="justify">Il testo oggetto della discussione è disponibile presso il centro fotocopie Mirafiori della Facoltà di Lettere dell&#8217;Università La Sapienza (piano interrato, davanti Aula a vetri), dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 15.00. <strong><a href="http://www.sguardisulledifferenze.org/?page_id=194">Oppure puoi leggerlo/scaricarlo da qui</a></strong>.</p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<blockquote>
<p align="justify"><strong>Gayatri Chakravorty Spivak </strong></p>
<p align="justify"> <em><strong>Critica della ragione postcoloniale</strong></em></p>
<p align="justify"> a cura di Patrizia Calafato</p>
<p align="justify"> traduzione di Angela d’Ottavio</p>
<p align="justify"> Meltemi 2004</p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p align="justify"> Nel 1926, una giovanissima attivista del movimento per l’indipendenza indiana, Bhuba-neswari Bhaduri, si suicidò a Calcutta senza apparente spiegazione. Le era stato affidato un assassinio politico che non era riuscita a eseguire e così si uccise lei, ma per farlo aspettò i giorni delle sue mestruazioni, per evitare che il suo atto venisse interpretato come un suicidio di stampo “tradizionale” per una gravidanza illecita. Un secolo prima, intorno al 1820, tra le colline di Sirmur, nel basso Himalaya, visse una Rani, una regina, sposata a un Rajah spodestato dagli inglesi, la quale intendeva compiere il rituale sati, il suicidio delle vedove, nonostante il marito fosse ancora in vita. I britannici, come emissari dell’Europa “civilizzatrice”, si sentirono in dovere di convincerla a non compiere questo gesto “barbaro”. La Rani di Sirmur non divenne mai una sati. Sono due immagini di donne che Gayatri Chakravorty Spivak ci mostra in questo libro: le loro storie, irrappresentabili e insolubili, potrebbero farci pensare a fatti molto vicini ai nostri giorni, a terroriste che si fanno esplodere, a chador negati o reclamati, alla “missione civilizzatrice” dell’Occidente. E ancora: alle forme dello sfruttamento sparse nel globo, al senso di una parola come “civiltà”, di un tempo come il “presente”. In dissolvenza&#8230; Nei quattro capitoli che compongono il vo-lume, autorevolmente intitolati “Filosofia”, “Letteratura”, “Storia”, “Cultura”, si compie il passaggio dagli studi del discorso coloniale agli studi culturali transnazionali e si focalizza la figura dell’“Informante nativo”. Il “postcoloniale” è l’ambito teorico e d’azione che ripensa i dispositivi del sapere e le cartografie del potere muovendosi in un andirivieni storico e narrativo, ricercando nel passato e nel presente, nei testi della cultura e nei segni dell’immaginario, i fondamenti di quella che Spivak definisce “violenza epistemica” del colonialismo e dell’imperialismo. La critica della ragione postcoloniale mette però tra parentesi la stessa etichetta “postcoloniale”, ne rovescia come un guanto le stesse possibili e pericolose incrostazioni come stereotipo, ne rifiuta le benevolenze consolatorie che oggi riempiono le accademie e i progetti umanitari globali del capitalismo multinazionale. Spivak si schiera così dalla parte dell’odierno attivismo antiglobalista, delle battaglie per la giustizia ecologica, ambientale e riproduttiva, che dal Terzo e dal Quarto mondo chiamano in causa le metropoli. Il volume contiene, tradotto per la prima volta in italiano e qui rivisto e discusso, il celebre saggio <em>I subalterni possono parlare?</em>.</p>
</blockquote>
<p align="left">&nbsp;</p>
<blockquote>
<p align="justify"> “Questa è la Spivak migliore: abbagliante, provocatoria, immancabilmente efficace”. <em>Partha Chatterjee </em></p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p align="justify"> “In queste pagine Gayatri Spivak realizza ciò che spesso sembra impossibile (&#8230;): una critica della globalizzazione transnazionale che riesce a essere egualmente attenta agli effetti culturali e a quelli economici (…). Nella maniera brillante che le appartiene, Spivak lancia una sfida ai limiti della teoria e delle istituzioni accademiche che sarà molto difficile non raccogliere”. <em>Jacqueline Rose </em></p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p align="justify"> “Gayatri Chakravorty Spivak lavora in modo incredibilmente complesso e ha una formidabile abilità nell’evocare i dettagli più particolari di una situazione emergente in un contesto internazionale. La sua straordinaria attenzione per i testi che legge e la sua capacità di seguire le tracce del potere globale la rendono una delle menti più fervide del nostro tempo”. <em>Judith Butler</em></p>
</blockquote>
<p align="left">&nbsp;</p>
<blockquote>
<p align="justify"> <strong>Gayatri Chakravorty Spivak</strong> insegna alla Columbia University di New York. Bengalese di nascita, vive negli Stati Uniti. È considerata una delle più note teoriche femministe americane e tra le massime esponenti degli studi postcoloniali. La Meltemi ha già pubblicato <em>Morte di una disciplina</em> (2003).</p>
</blockquote>
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