Sguardi sulle Differenze
Laboratorio di studi femministi «Annarita Simeone»
settimo appuntamento del Calendario 2007-2008:
XXY: uomini, donne o tutti e due?
10 maggio 2008 - ore 10.00-13.00

visione e discussione del film XXY
regia di Lucía Puenzo (Spagna/Argentina 2007)
intervengono:
Caterina BOTTI, Ottavia NICOLINI, Lorenzo SANTORO
Università di Roma “La Sapienza”
Piazzale Aldo Moro 5, Roma
Facoltà di Scienze Umanistiche
Dipartimento di studi europei e interculturali (ex studi romanzi)
III piano - aula seminario
XXY - scheda del film
In concorso alla sessantesima edizione della settimana della critica e vincitore a Cannes nella settimana della critica con il Prix de Jeunesse, presentato anche al Taormina Film Festival, XXY è una pellicola asciutta, a basso costo, e senza troppe pretese estetiche. La camera a mano e una colonna sonora molto discreta, fanno sì che non si perda mai di vista il punto centrale di tutta la narrazione: la diversità e l’essere accettati socialmente. La regista argentina porta sullo schermo un tema originale su cui il cinema non ha mai speso molte energie, e lo fa con discrezione e accuratezza, senza sbavature e intenti pedagogici, riprendendo con l’occhio esterno della macchina da presa una storia di vita vera, per permettere a tutti, usciti dalla sala, di saperne qualcosa in più sulle vite degli altri.
Il titolo del film è una metafora dell’intersessualità in generale, un invito a guardare ciò che accade a una persona che non si colloca nella divisione binaria maschio o femmina a cui è legata la nostra società. La maggior parte delle persone è inconsapevole del fatto che molti neonati nascono ermafroditi, in una condizione conosciuta come ambiguità genitale. Molto spesso la medicina interviene in tenerissima età con un’asportazione chirurgica che lascia segni profondi, in modo più o meno cosciente. I genitori del Alex fanno una scelta diversa, rifiutando questa prassi che viene comunemente chiamata operazione chirurgica di “normalizzazione”… però, però il mondo esterno reagisce secondo convenzioni antiche e profonde e così fa anche Alex, ormai quindicenne…
XXY è tratto da un testo dello scrittore argentino Sergio Bizzio, che narra la storia del risveglio dei sensi di una giovane intersessuale. Dopo averla letta, Lucía Puenzo ha cominciato a scrivere il film con una precisa immagine in testa: il corpo di un’adolescente in cui convivono due sessi.
NOTE DI REGIA
La maggior parte delle persone è inconsapevole del fatto che molti neonati nascono in una condizione conosciuta come ambiguità genitale. “Non c’è nulla di peggiore che aver paura del proprio corpo” mi ha detto una volta un ragazzo che si è sottoposto alla “normalizzazione”. Lui è cresciuto con la cicatrice dell’intervento chirurgico sul proprio corpo. Nel procedimento della castrazione, la paura per l’ambiguità genitale diventa la metafora per tutte le amputazioni prodotte dalla paura di essere diversi.
Lucía Puenzo
LUCÍA PUENZO - scheda biografica
Cresciuta in una famiglia di cineasti più incline alla direzione che non alla scrittura (il padre è il regista Luis Puenzo e i fratelli hanno tutti seguito le sue orme), Lucía Puenzo non ha mai pensato che il passaggio alla regia fosse così ovvio. Prima di sedersi dietro la macchina da presa si è dedicata per anni alla scrittura, ha pubblicato i romanzi El niño pez (Il bimbo pesce, che sta adattando per il grande schermo), 9 minutos e La maledición de Jacinta Pichimahuida e ha collaborato come co-sceneggiatrice a La puta y la ballena per la regia del padre Luis, A través de tus ojos di Rodrigo Fürth, nonché alla miniserie horror Sangre fría. Nel frattempo sta lavorando a un libro che negli Stati Uniti sarà prodotto - pare - da Stephen King. Ma al momento i riflettori sono puntati sulla giovane regista argentina (trentaquattro anni il prossimo 28 novembre) per il suo esordio in lungo, XXY, già premiato a Cannes nella Settimana della Critica e fresco di presentazione al Taormina Film Fest.