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FIGURAZIONI DEL POSSIBILE

Sulla fantascienza femminista

 

a cura di Maria Serena Sapegno e Laura Salvini

 

Iacobelli, 2008

 

 

Sebbene sia un genere la cui nascita viene concordemente fattta risalire all’opera di una donna – il Frankestein di Mary Shelley – la fantascienza è stata a lungo dominio maschile, non solo perché a scriverne erano autori ma anche perché erano gli uomini a definirne il mondo immaginario e, di conseguenza, il pubblico di lettori d’elezione. Dai primi anni settanta, però, a partire dal mondo anglosassone – e in coincidenza con l’ondata di neo-femminismo – cominciano ad emergere testi a firma femminile che si pongono il problema di esplorare le potenzialità della fantascienza anche come critica radicale degli stereotipi correnti nelle definizioni di genere. Nasce così la “fantascienza femminista”, che adotta sia politiche che epistemologiche per decostruire ciò che viene presentato come “naturale”, esercitando l’immaginario verso la prefigurazione di un ordine meno oppressivo, più aperto e accogliente, più “giusto”.

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Il volume raccoglie alcuni degli interventi presentati al Seminario internazionale di studi sulla Feminist Science Fiction, svoltosi a Roma nel 2006 e organizzato dal laboratorio “Sguardi sulle Differenze”.

 

 

 

Maria Serena Sapegno insegna Letteratura italiana e studi di genere all’Università di Roma La Sapienza. Le sue ricerche hanno toccato la letteratura italiana antica, i problemi della tradizione letteraria nazionale e del romanzo del settecento italiano. Si occupa anche di scrittura delle donne e dei problemi teorici posti alla letteratura dalla soggettività femminile.

 

Laura Salvini insegna Lingua inglese-traduzione all’Università La Sapienza di Roma. Ha lavorato sulla relazione tra science fiction e teorie femministe, pubblicando saggi su Joanna Russ e Octavia E. Butler. Ha tradotto una biografia-intervista su David Cronenberg (Il cinema secondo Cronenberg, Parma 1994).

MANIFESTAZIONE NAZIONALE

CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE

Corteo di donne autorganizzato

ROMA, 22 NOVEMBRE 2008

P.zza della Repubblica, ore 14.00

 

INDECOROSE E LIBERE!

 

La violenza maschile è la prima causa di morte e di invalidità permanente delle donne in Italia come nel resto del mondo. La violenza fa parte delle nostre vite quotidiane e si esprime attraverso la negazione dei nostri diritti, la violazione dei nostri corpi, il silenzio.

Un anno fa siamo scese in piazza in 150.000 per dire NO alla VIOLENZA MASCHILE e ai tentativi di strumentalizzare la violenza sulle donne, da parte di governi e partiti, per legittimare politiche securitarie e repressive e torneremo in piazza anche quest’anno perché i governi cambiano ma le politiche restano uguali e, al giorno d’oggi, peggiorano.
In un anno gli attacchi alla nostra libertà e autodeterminazione sono aumentati esponenzialmente, mettendo in luce la deriva autoritaria, sessista, e razzista del nostro paese.

Ricordiamo il blitz della polizia al policlinico di Napoli per il presunto aborto illegale, le aggressioni contro lesbiche, omosessuali e trans, contro immigrate/i e cittadine/i di seconda generazione. Violenza legittimata e incoraggiata da governi e sindaci-sceriffi che vogliono imporre modelli di comportamento normalizzati in nome del “decoro” e della “dignità” impedendoci di scegliere liberamente come condurre le nostre vite.

La violenza maschile ha molte facce, e una di queste è quella istituzionale: vorrebbero risolvere la crisi economica e culturale che stiamo vivendo smantellando lo stato sociale.

Per salvare le banche, rifinanziare le missioni militari all’estero e militarizzare le nostre città tagliano i fondi ai centri antiviolenza, ai consultori e a tutti i servizi che garantiscono alle donne libertà, salute e indipendenza.

Con la legge 133 tagliano i fondi alla scuola e all’università pubblica per consegnare l’istruzione nelle mani dei privati determinando la fine del diritto ad una istruzione gratuita e libera per tutte/i.

Con il decreto Gelmini, migliaia di insegnanti, maestre precarie, perdono il posto di lavoro, e viene meno un sistema educativo - il tempo pieno - che sostiene le donne, consentendo loro una maggiore libertà di movimento e autonomia.

L’obiettivo delle riforme del lavoro, della sanità, della scuola e dell’università è di renderci sempre più precarie e meno garantite: mogli e madri “rispettabili” rinchiuse nelle case, economicamente dipendenti da un uomo, che lavorano gratuitamente per badare ad anziani e bambini.

Non pagheremo noi la vostra crisi!

 

SABATO 22 NOVEMBRE

SAREMO DI NUOVO IN PIAZZA

 

PER RIBADIRE

con la stessa forza, radicalità e autonomia che la VIOLENZA MASCHILE non ha classe né confini, NASCE IN FAMIGLIA, all’interno delle mura domestiche, e NON È UN PROBLEMA DI ORDINE PUBBLICO

 

E AFFERMARE CHE

al disegno di legge Carfagna, che criminalizza le prostitute e impone regole di condotta per tutte, che ci vuole dividere in buone e cattive, in sante e puttane, in vittime e colpevoli, noi rispondiamo che

SIAMO TUTTE INDECOROSAMENTE LIBERE!

 

al decreto Gelmini che ci confeziona una scuola autoritaria e razzista, noi rispondiamo che VOGLIAMO TUTTE 5 IN CONDOTTA!

 

ai pacchetti sicurezza e alle norme xenofobe che ci vogliono distinguere in cittadine/i con e senza diritti, rispondiamo che SIAMO TUTTE CITTADINE DEL MONDO E ANDIAMO DOVE CI PARE!

 

 

Sommosse – Rete Nazionale di femministe e lesbiche

 

per adesioni: sommosse_roma@inventati.org

 

http://flat.noblogs.org

 

 

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