CHI SIAMO
Laboratorio di studi femministi “Sguardi sulle Differenze”
Ogni luogo ha la sua storia. Quella del Laboratorio “Sguardi sulle differenze” comincia con un viaggio in treno da Roma a Bologna (per la IV Conferenza Europea di Ricerca Femminista) nel settembre del 2000. Maria Serena Sapegno, Fabrizia Giuliani e Monica Storini, di generazioni diverse ma tutte legate all’università e alla politica delle donne, scoprono di condividere la mancanza di uno spazio che faccia da ponte fra questi due mondi. Dalla mancanza il desiderio e il progetto di un luogo e di una modalità di trasmissione del sapere altra che offra a studentesse e studenti un’occasione per entrare in contatto con gli studi di genere e con il femminismo italiano e internazionale così come, a tutte le partecipanti e i partecipanti, di discuterne insieme.
L’ospitalità della Facoltà di Scienze Umanistiche (allora Lettere e Filosofia) dell’Università “La Sapienza” di Roma, il passaparola, l’autofinanziamento, il volontarismo e, non ultima, l’amicizia delle tante donne che negli anni hanno accettato di partecipare a quest’esperimento, hanno permesso a questo luogo di divenire una realtà stabile e stabilmente aperta a chiunque voglia attraversarla.
Intergenerazionale e interdisciplinare, ogni ciclo annuale si articola in sei incontri: prendendo le mosse da uno o più “testi” (teorici, letterari, politici, fumettistici, cinematografici, dossier allestiti dalle partecipanti, etc.) che si presuppongono già “letti”, tre relatrici di diverse generazioni con le loro osservazioni e domande danno l’avvio alla discussione collettiva. Al fianco dell’attività laboratoriale, come integrazione e superamento di quella, “Sguardi sulle Differenze” ha poi realizzato e collaborato a diversi incontri, colloqui, giornate di studi.
In questi ultimi dieci anni, di storie, personali e politiche, questo spazio ne ha viste intrecciarsi molte intrecciandosene. Raccontarle tutte non sarebbe possibile. Un pensiero va però alla più dura da dire, ad Annarita, che è stata a lungo con noi e con il cui nome ci piace ancora chiamarci.